Investire nel mercato immobiliare conviene?

 

L’economia sta cambiando, stanno cambiando gli investitori e gli investimenti, eppure c’è un settore che sembra immutabile nel tempo: l’immobiliare. 

Per gli italiani, la casa è un bene fondamentale, siamo legati alle nostre dimore quasi come a un parente (a volte di più) e vengono spesso considerate come un bene rifugio, al pari dell’oro. 

Per bene rifugio si intende, secondo la Treccani:

Categoria di beni che il risparmiatore ritiene sia in grado di preservare la ricchezza reale nel tempo e, in periodi di inflazione, di conservare il valore reale dell’oggetto acquistato”.

Investire sul mattone conviene, tanto che il Sole 24ore conferma in un suo articolo che gli investimenti sono stabili come nel 2021, tra i motivi possiamo trovare “gli investimenti in immobili da parte degli stranieri (6,6%); i processi di sostituzione della prima casa; i prezzi ritenuti ancora competitivi; l’interesse per i centri storici (nel complesso 4,5% di risposte); la richiesta di seconde case al di fuori dei grandi centri, da vivere in tutte le occasioni (lavoro, studio, vacanza; 2,5% di risposte)”.

Un investimento quindi sicuro, eppure non è privo di problemi. 

Prima di investire in un immobile è necessario che ti ricordi di alcune dinamiche importanti:

  • Valore: causa inflazione, il valore degli immobili è sceso del 15% in 25 anni, se hai investito in una casa 30 anni fa oggi non vale quanto allora, a meno che tu non abbia investito in città come Roma, Milano e Bologna, la zona geografica è fondamentale per questo tipo di investimenti.
  • Imposte: le tasse sono all’ordine del giorno, se hai più di un immobile devi considerare il fattore fiscale. 
  • Liquidità: il mercato immobiliare è il mercato meno liquido che ci sia. Beni rifugio come oro, gioielli o criptovalute sono iper liquidi, mentre vendere una casa richiede tempo e soldi (recupero e redazione documenti, notaio, rogito, percentuale all’agenzia immobiliare, probabili rischi di sanatorie in caso di difformità), ci sono case invendute sul mercato da anni.

 

Quindi sì, la casa è tutt’ora un bene rifugio, le compravendite sono paragonabili positivamente a quelle dell’anno scorso, i prezzi hanno subito l’inflazione rimanendo comunque relativamente stabili ed evitando un deprezzamento del bene. 

 

Qual è la difficoltà per chi vuole investire nel settore immobiliare?

Oltre al costo, che per un comune cittadino che volesse investire diventa difficilmente sostenibile, c’è anche appunto il fattore liquidità: gli immobili sono, come dice il nome stesso, immobili, e lento è tutto ciò che li riguarda, in primis la compravendita.

C’è anche da considerare che il 97% degli immobili in Italia sono stati costruiti nel millennio scorso, quindi in gran parte sono da ristrutturare, facendo aumentare il rischio dell’investimento e i tempi perché possa fruttare (sia esso messo in vendita o dato in locazione).

Un investimento immobiliare può definirsi conveniente quando si ha un discreto capitale a disposizione e si intende diversificare il proprio portafoglio con investimenti in immobili che possano generare profitto, dunque è preferibile scegliere asset che possano facilmente essere messi a reddito. Scegliere la zona giusta è essenziale, quelle più profittevoli sono le località turistiche e le principali città universitarie, come Milano, Bologna e Roma, le tre città più conveniente in cui investire sul mattone e avere la ragionevole certezza di riuscire a ottenerne una rendita sicura e fissa fino a che non ti deciderai di metterlo in vendita e non troverai l’acquirente adatto.

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