Hai una casa in vendita? Non commettere questi 3 errori!

Secondo un’indagine di Banca d’Italia, nel 2022 lo sconto medio applicato al valore delle abitazioni italiane vendute è stato dell’8,4%. Questo vuol dire che un proprietario che ha venduto casa nel 2022 ad un prezzo iniziale di €180.000, ha perso circa €15.000 perché è stato costretto ad applicare uno sconto pur di vendere l’immobile.

Le cause di questo fenomeno sono diverse e dipendono da vari fattori. E proprio per fare chiarezza sull’argomento, abbiamo riunito in questo articolo i principali errori che i proprietari di casa commettono durante la vendita, che compromettono in modo diretto il loro guadagno finale.

Se vuoi evitare di applicare anche tu uno sconto dell’8,4% sul valore della tua casa, leggi l’articolo e non commettere questi 3 errori!
Vendere casa ad un prezzo sbagliato
Vendere casa senza tutta la documentazione necessaria
Vendere casa nel suo “stato di fatto”

1. Vendere casa ad un prezzo sbagliato

Il primo grande errore che molti compiono quando vendono casa è stabilire un prezzo sbagliato. I motivi sono vari: legame sentimentale con l’abitazione, scarsa conoscenza del mercato immobiliare, incapacità di realizzare una perizia realistica, eccetera. Ma la situazione che più spesso si verifica è quella in cui il proprietario sovrastima il prezzo della sua casa.

Cosa succede se sbaglio il prezzo di vendita della mia casa?

Se si sovrastima il valore della propria abitazione (quindi se il prezzo è più alto del reale valore di mercato) si rischia di:
- avere meno proposte di acquisto;
- allungare i tempi di vendita;
- avvicinare solo curiosi che vogliono visitare casa tua senza essere realmente intenzionati a comprare.

Se si sottostima il valore della propria abitazione (quindi se il prezzo è più basso del reale valore di mercato) si rischia di:
- generare diffidenza nei potenziali acquirenti (una casa svenduta farà pensare che c’è uno o più difetti nell’immobile);
- perdere una somma considerevole di guadagno.

Come si individua il giusto prezzo di vendita?

Esistono varie tecniche di valutazione immobiliare. Le principali sono: calcolo tramite l’equazione del valore dell’immobile; metodo OMI; metodo comparativo. Questi ultimi due metodi sono decisamente consigliati per chi ha dimestichezza con il mercato immobiliare.

Il calcolo del valore dell’immobile (che rimane il metodo di valutazione più semplice per chi non è un professionista del settore immobiliare) si basa su questa formula:

Valore dell’immobile = Superficie commerciale x Quotazione al metro quadro x Coefficienti di merito

La superficie commerciale si calcola sommando tutte le superfici della tua casa: sia quelle calpestabili, sia quelle non calpestabili. Puoi trovare le dimensioni in metri quadri delle superfici nei documenti relativi al tuo immobile.

La quotazione al metro quadro è il costo in euro di un singolo metro quadrato della tua casa. Per scoprire questo dato ti basta andare sul sito dell’Agenzia delle Entrate per individuare la quotazione al metro quadro nella tua zona.

I coefficienti di merito sono delle percentuali che valorizzano o penalizzano la tua casa secondo delle caratteristiche ritenute negative (come l’assenza dell’ascensore) o positive (come una vista panoramica).

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2. Vendere casa senza tutta la documentazione necessaria

I documenti immobiliari non solo sono obbligatori, ma sono anche indispensabili per effettuare molte delle operazioni immobiliari più comuni.

La documentazione contenente le informazioni del tuo immobile:
Ti aiuta nella vendita della tua casa, perché crea fiducia nell’acquirente e dà valore all’immobile in fase di trattativa;
Ti evita problemi come sanzioni amministrative o contenziosi giudiziari, in quanto alcuni documenti sono obbligatori pena il pagamento di sanzioni, mentre altri certificano la regolarità dell’immobile e ti mettono al sicuro da cause civili con l’acquirente;

Ti facilita nella tua valutazione immobiliare, in quanto contiene i dati dell’immobile con cui farai i tuoi calcoli.
Ecco una lista completa dei documenti utili per vendere casa:
- Atto di provenienza dell'immobile
- Visura e planimetria catastale
- Certificato di destinazione urbanistica
- Titolo edificatorio abitativo
- CILA
- Permesso di costruire (pdc)
- Segnalazione certificata di inizio attività (scia)
- Certificato di agibilità o abitabilità
- Contratto del mutuo
- Certificazioni di conformità degli impianti
- Relazione tecnica integrata (R.T.I.)
- Attestato di prestazione energetica (A.P.E.)
- Regolamento condominiale

NOTA: in base alla tua situazione specifica ed al tipo di immobile che stai cercando di vendere alcuni di questi documenti potrebbero non essere utili.

3. Vendere casa nel suo “stato di fatto”

Per “stato di fatto” intendiamo lo stato attuale della tua casa, quindi con l’attuale disposizione interna, gli attuali arredi, tutti gli oggetti al suo interno, eccetera.

Devi sapere che difficilmente una casa nel suo stato di fatto è pronta per essere presentata al meglio in vista di una vendita immobiliare. Ecco di seguito il perché una casa nel suo stato di fatto ti farà guadagnare di meno e come poter aumentare il valore della tua casa con vari tipi di interventi.
Non valorizzare gli ambienti
Presentare un immobile pieno di oggetti, non pulito e non riordinato può far sembrare la casa meno spaziosa di quanto sia in realtà. Eliminando il superfluo e riorganizzando gli arredi si può far percepire la casa come un ambiente più grande e accogliente. Inoltre, uno spazio ordinato e minimale può aiutare i potenziali acquirenti a visualizzare meglio come potrebbe trasformare l’abitazione, rendendola più appetibile.
Non effettuare interventi di ristrutturazione
Anche i piccoli difetti possono scoraggiare i potenziali acquirenti che cercano una casa funzionale e accogliente. Una pessima disposizione degli spazi, i classici segni del tempo (come crepe o muffa sui muri) o una bassa efficienza energetica potrebbero spingere un potenziale acquirente ad indirizzarsi verso un altro immobile.
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